.
Annunci online

Reader [ un borghese anormale ]
 




   

 " ..non so le regole del gioco,
    senza la mia paura 
    mi fido poco".


 
La bomba in testa
 Storia di un impiegato
 Fabrizio De André





"Alle belle donne e ai poeti
  si perdona la doppiezza".

Prezzolini
 











































10 agosto 2007


via di qua

 

Non so quale prenderemo, né se sarà verso sud o verso nord.
Abbiamo un punto di partenza e di ritorno e una bella manciata di giorni in mezzo.
Non sappiamo quale strada prenderemo ma intanto andiamo, ché fosse la prima volta che partiamo senza una meta precisa.
Tante care cose




permalink | inviato da reader il 10/8/2007 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


9 agosto 2007


fisc-rezza

Questa storia di valentino rossi evasore mi intristice molto. E molto mi è piaciuto Serra, stamani, su Repubblica. Abbiamo fatto due conti, qui, per gioco. E, tenuto conto che gli italiani sono 58milioni, abbiamo calcolato che se rossi non avesse evaso ciascun cittadino pagherebbe circa 30 euro in meno. Così abbiamo pensato anche a Gnutti e agli altri. Alla fine è la solita e semplice storia italica: se tutti pagassimo le tasse, queste sarebbero davvero irrisorie. E la cosa è tristerrima. Ma tant'è, siamo italiani noi, mica umani. E Visco dunque mi piace. Il dramma è dover inneggiare alla guardia di finanza, ora. Ma perché è così difficile inculcare un minimo di senso civico, del dovere negli italiani? Perché pagare le tasse non è considerato un valore condiviso, una roba normale?

"Son 40 euro, vuole la ricevuta?"
"eccerto che la voglio"
"allora son 44,50 euro"




permalink | inviato da reader il 9/8/2007 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


8 agosto 2007


chinatown

"Sembra diverso dagli altri... che dici?"
"Sì, è a chinatown, dentro ci son solo cinesi, ma in effetti sembra diverso...entriamo?"

Abbiamo scovato un ristorante veramente cinese fatto per cinesi nella chinatown cinese a milano. Cibi e piatti asolutamenti cinesi. Tutto molto cinese. Camerieri, tavoli, cavi, ventilatori, bicchieri, tutto schifosamente cinese. E che cibo cinese. Dalle lingue di anatra fritte alla trippa di ventresca; cotiche di balena, occhi di polipo, molluschi vari, zampe di maiale, di gallina, di pollo, di oca, cervello di gengiscan e dita di ghisa bollite. Un vero ristorante cinese. Niente riso alla cantonese, niente involtini primavera, niente gelato flitto. Solo "pliatti davelo cinesi qui, scusa tu eh".




permalink | inviato da reader il 8/8/2007 alle 12:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


6 agosto 2007


a song for me

C'è una canzone che mi accompagna da anni. Molti. E l'ho ritrovata in una scena meravigliosa de "Le fate ignoranti" di Ozpetek. La rincorro, mi rincorre. La perdo, si fa ritrovare. Come un'amante ritrosa e gelosa, scappa, si nasconde poi si lascia riavere. Stasera si è ripresentata.






permalink | inviato da reader il 6/8/2007 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


6 agosto 2007


tempo d'estate

mois: "scusi, ma davvero vendete la becks a 5 euro?"
barista: "la Corona a 6 e la Chimay a 8"
mois: "e lo dice pure, così, senza vergogna?"
barista: "bè, e le vendiamo pure. Dovrebbe vergognarsi chi le compra"
mois: "ma voi speculate sulla città chiusa d'agosto"
barista: "e secondo lei perché conviene rimanere aperti ad agosto a Milano?"
mois: "bè, vergogna"
barista: "eh eh, grazie grazie"

Io non ci credevo, così ho telefonato. Ed è vero: vendono una Becks a 5 euro. Pazzesco.




permalink | inviato da reader il 6/8/2007 alle 16:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


6 agosto 2007


black monday

Non che ci creda, mi è successo settimana scorsa e sempre sulla stessa strada. Ma stamani sembra quasi mi abbia aspettato. Me lo vedo sul marciapiede, seduto, a leccarsi le zampine e prepararsi per lo scatto. E poi partire. Mi è passato a un metro neanche dal cofano. Gatto nero. Io faccio quello che non ci crede ok, epperò questo lunedì è proprio cominciato male. Già da prima del gatto. E vabbé, facciamo i vaghi. Ché ho un sacco di cose da sistemare oggi. Eccolo, quel che si dice un lunedì di merda. Eccolo qua.

E io continuo a canticchiare "grazie alla vita".

h. 14.44: si conferma una vera giornata di merda. mai prima d'ora.




permalink | inviato da reader il 6/8/2007 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


5 agosto 2007


tre cose (on sunday)

Di nuovo la tv: stasera (presto presto, alle 20.30) su Raitre c'è "Il Padrino", parte prima. Devo ritrovare il libro di Mario Puzo. Era meraviglioso, voglio rileggerlo ma non so che fine abbia fatto. Mi sono ricordato come si fa il dritto, sul rovescio ancora fatico e la battuta rimane ostica, a parte rarissimi colpi di assoluta fortuna. E' che non rammento bene le regole. Rimane però un fatto: ho quasi completamente riscoperto il piacere del tennis, che tanto avevo amato e praticato prima di smarrirmi al largo con le barche a vela.

"Voi, grandi uomini, volete amarmi? Fatelo pure. Lo vieterò solo a quanti poi mi chiederanno in cambio un autografo o di usare il mio povero nome. Ché per me è un vanto essere solo un uomo, un piccolo uomo". Diceva Mario Soldati.




permalink | inviato da reader il 5/8/2007 alle 15:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


1 agosto 2007


due cose

Dice che è estate. Ed è pure agosto. Si riaccende la tv: venerdì alle 21 su Rai Tre c'è uno speciale sul buon vecchio Pertini.
Scopro che ad Hemingway la scintilla per scrivere "Il vecchio e il mare", che gli valse un Pulitzer e il Nobel, l'avrebbe avuta ad Acciaroli, un agosto dei primi anni cinquanta. Non so quanto sia vero. La storia sembra carina però. Pare ci sia un vecchio che passa le giornate seduto davanti casa, su una sedia malandata, a guardare il mare. Fa compagnia alla moglie che alle sue spalle, dentro la piccola casa sul porto, intreccia collane di peperoncini e riempie barattoli di pomodori secchi. E lui si ricorda, lui è la memoria. Racconta di aver conosciuto Hemingway, di averlo portato a pescare tantissime volte e che spesso la sera, quando tornavano al porto, lui si fermava in quella piccola casa bianca sugli scogli e in silenzio beveva vino e mangiava paranza. E prima di andarsene incise le sue iniziale sullo schienale della sedia che di solito usava. Sedia che nessuno ha mai visto ma il vecchio sul porto lo racconta convinto. E sarà lo sguardo antico, il volto segnato dalla salsedine o quel modo di parlare lento e quasi sottovoce. Qualunque cosa sia, tutto ciò che racconta sembra vero. Mi chiedo se qualcuno ha mai rivolto lo sguardo alla moglie, nascosta nella penombra della cucina. Mi chiedo cosa pensi lei. E se qualcuno l’hai mai vista mentre il marito racconta. Se e come muove la testa e che sguardo ha. Ecco, infondo la verità ce l’ha lei. Sicuramente. La verità l’hanno sempre le donne.




permalink | inviato da reader il 1/8/2007 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio