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due cose

Dice che è estate. Ed è pure agosto. Si riaccende la tv: venerdì alle 21 su Rai Tre c'è uno speciale sul buon vecchio Pertini.
Scopro che ad Hemingway la scintilla per scrivere "Il vecchio e il mare", che gli valse un Pulitzer e il Nobel, l'avrebbe avuta ad Acciaroli, un agosto dei primi anni cinquanta. Non so quanto sia vero. La storia sembra carina però. Pare ci sia un vecchio che passa le giornate seduto davanti casa, su una sedia malandata, a guardare il mare. Fa compagnia alla moglie che alle sue spalle, dentro la piccola casa sul porto, intreccia collane di peperoncini e riempie barattoli di pomodori secchi. E lui si ricorda, lui è la memoria. Racconta di aver conosciuto Hemingway, di averlo portato a pescare tantissime volte e che spesso la sera, quando tornavano al porto, lui si fermava in quella piccola casa bianca sugli scogli e in silenzio beveva vino e mangiava paranza. E prima di andarsene incise le sue iniziale sullo schienale della sedia che di solito usava. Sedia che nessuno ha mai visto ma il vecchio sul porto lo racconta convinto. E sarà lo sguardo antico, il volto segnato dalla salsedine o quel modo di parlare lento e quasi sottovoce. Qualunque cosa sia, tutto ciò che racconta sembra vero. Mi chiedo se qualcuno ha mai rivolto lo sguardo alla moglie, nascosta nella penombra della cucina. Mi chiedo cosa pensi lei. E se qualcuno l’hai mai vista mentre il marito racconta. Se e come muove la testa e che sguardo ha. Ecco, infondo la verità ce l’ha lei. Sicuramente. La verità l’hanno sempre le donne.

Pubblicato il 1/8/2007 alle 18.6 nella rubrica Panciolle.

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